martedì 30 novembre 2010

Dorgali: GIOVEDI 02 DICEMBRE 2010 ORE 21:00 - MAI MORTI - LA SARDEGNA DEI TEATRI NONA EDIZIONE

BOCHETEATRO
presenta all'interno della rassegna
LA SARDEGNA DEI TEATRI
NONA EDIZIONE

OTTOBRE / NOVEMBRE 2010

Giovedì 02 DICEMBRE 2010 ORE 21

CINETEATRO ARENA - CALA GONONE

"MAI MORTI"

Testo e regia Renato Sarti

Con Bebo Storti

Produzione Teatro della Cooperativa
in collaborazione con Teatridithalia, Teatri 90 Progetti/Maratona di Milano

Mai Morti è uno spettacolo che fa discutere, arrabbiare, divide,
emoziona e commuove.
Con una scrittura evocativa (una sorta di affabulazione nera), Renato
Sarti ripercorre la nostra storia recente attraverso i racconti di un
uomo mai pentito, per riflettere su quanto in Italia - razzismo,
nazionalismo e xenofobia siano ancora difficili da estirpare.
È affidato a Bebo Storti il difficile compito di dare voce a questo
nostalgico delle 'belle imprese' del ventennio fascista, oggi
impegnato in prima persona a difesa dell'ordine pubblico contro
viados, extracomunitari, zingari e drogati. Mai Morti era il nome di
uno dei più terribili battaglioni della Decima Mas. A questa
formazione, che operò a fianco dei nazisti nella repressione
antipartigiana, e al magma inquietante del pianeta fascista il
personaggio guarda con delirante nostalgia. Durante una notte milanese
dei nostri giorni il protagonista si abbandona a ricordi sacri,
lontani, cari. Evoca il bell'agire della Ettore Muti, banda fascista
che Mussolini elevò a legione autonoma che rimarrà tragicamente nella
memoria della città per la ferocia delle torture praticate a centinaia
di antifascisti. Rivive la strage della comunità copta di Debrà
Libanos, a novanta chilometri da Addis Abeba, dove nel 1937 il viceré
Rodolfo Graziani e il generale Maletti Pietro Senior si resero
protagonisti dell'eccidio di 2000 fra fedeli e diaconi. Accenna
all'uso indiscriminato e massiccio dei gas da parte dell'esercito
italiano in Africa contro le popolazioni civili. E ancora rievoca le
più orribili imprese portate a termine dalla Decima Mas nel Canavese e
in Friuli nel 1944. Anche il passato più prossimo, e il nostro
presente, animano i suoi sogni a occhi aperti: dalla Milano
incandescente del 1969 quando 'ai funerali di Piazza Fontana si doveva
fare il gran botto finale. (?) Allora si che si riusciva a
scaraventare anarchici tranquillamente dalla finestra, raccontare
frottole a destra e a manca e farla comunque sempre franca' fino ai
fatti agghiaccianti del G8 di Genova e alla morte di Carlo Giuliani.

Un monologo che cerca di rammentare, a chi se lo fosse dimenticato o
non l'avesse mai appreso, che la parola antifascismo ha ancora un
fondamentale e profondo motivo di esistere

Teatro della Cooperativa
info@teatrodellacooperativa.it

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