Nel passato il carnevale di San Gavino Monreale era organizzato da un'associazione chiamata "Su Babballotti", che prende il nome dal pupazzo di cartapesta simbolo locale del carnevale. "Su Babballotti" raffigura il dono che viene offerto in sacrificio e sul quale si scaricano tutte le colpe collettive e individuali commesse durante tutto l'anno, in particolare le trasgressioni compiute durante i giorni di carnevale. Oggi l'allestimento dei carri e l'organizzazione della manifestazione sono in mano a numerosi artisti locali. Grazie al loro lavoro d'eccellenza, che ha inizio sin dal mese di settembre, durante la sfilata si possono ammirare autentiche opere d'arte che possono competere coi carri di più famose e analoghe sfilate carnascialesche nazionali. Il carnevale di San Gavino Monreale vede come organizzatori e protagonisti noti gruppi storici, come Fibra Ottica, Anno Zero e Revolution che trasformano i carri in dei veri e propri palcoscenici mobili all'interno dei quali centinaia di giovani si scatenano in balli e canti al fine di accaparrarsi i giudizi positivi e i voti di una attenta giuria. La tradizione vuole che il trofeo del carnevale sia "su Torraponi", la coppa messa in palio ogni anno per il carro più bello. I gruppi che per tre anni, anche non consecutivi, vincono il primo premio possono tenere la coppa fino al carnevale successivo.
lunedì 24 gennaio 2011
Carnevale Sangavinese
Nel passato il carnevale di San Gavino Monreale era organizzato da un'associazione chiamata "Su Babballotti", che prende il nome dal pupazzo di cartapesta simbolo locale del carnevale. "Su Babballotti" raffigura il dono che viene offerto in sacrificio e sul quale si scaricano tutte le colpe collettive e individuali commesse durante tutto l'anno, in particolare le trasgressioni compiute durante i giorni di carnevale. Oggi l'allestimento dei carri e l'organizzazione della manifestazione sono in mano a numerosi artisti locali. Grazie al loro lavoro d'eccellenza, che ha inizio sin dal mese di settembre, durante la sfilata si possono ammirare autentiche opere d'arte che possono competere coi carri di più famose e analoghe sfilate carnascialesche nazionali. Il carnevale di San Gavino Monreale vede come organizzatori e protagonisti noti gruppi storici, come Fibra Ottica, Anno Zero e Revolution che trasformano i carri in dei veri e propri palcoscenici mobili all'interno dei quali centinaia di giovani si scatenano in balli e canti al fine di accaparrarsi i giudizi positivi e i voti di una attenta giuria. La tradizione vuole che il trofeo del carnevale sia "su Torraponi", la coppa messa in palio ogni anno per il carro più bello. I gruppi che per tre anni, anche non consecutivi, vincono il primo premio possono tenere la coppa fino al carnevale successivo.
Carnevale de Sos Thurpos
Come gli altri carnevali sardi di ambiente agropastorale, il carnevale di Orotelli ripropone il capovolgimento del rapporto uomo-animale, e la lotta dell'uomo contro la natura, con un rituale di propiziazione della pioggia e della fertilità della terra.
Il carnevale viene però tradizionalmente letto come rappresentazione del rapporto proprietario terriero-bracciante. L'occasione consentiva eccezionalmente ai braccianti di Orotelli di mimare l'autorità dei "padroni", senza doverne subire le conseguenze. Le persone più ricche del paese venivano inoltre "catturate" e costrette ad offrire da bere.
Il capovolgimento dei ruoli dava una così una temporanea rivincita ai più deboli.
| I riti del Carnevale orotellese I protagonisti del Carnevale di Orotelli sono i Thurpos, che inscenano diverse situazioni legate alla tradizione contadina: Su Thurpu Voinarzu (il contadino) che deve governare i testardi Thurpos Boes (i buoi); i Thurpos seminatori che spargono crusca lungo il cammino; Su Thurpu Vrailarzu (il fabbro) che ferra Su Thurpu Boe, e Su Thurpu che accende il fuoco con un acciarino, una pietra focaia e un cornetto di bue pieno di midollo di ferula secca ("corru esca"). | ![]() |
Mimando il comportamento dei buoi, catturano ("sa tenta") qualche conoscente privo di maschera e lo costringono ad offrire loro da bere.
Il martedì di carnevale i ruoli si invertono, saranno i Thurpos ad offrire da bere agli spettatori.
La rappresentazione si conclude nella piazza del paese, dove tutti prendono parte a su ballu de Sos Thurpos.
![]() | Sos Thurpos (ciechi, storpi) è una delle maschere più importanti della tradizione contadina; si presenta a viso scoperto, vestito con un abito di velluto, i gambali di cuoio ("sos cambales"), e un lungo pastrano ("su gabbanu") di nero orbace, quello che un tempo veniva utilizzato dal pastore durante la stagione invernale. A tracolla porta una bandoliera di campanacci, il volto è coperto di fuliggine ed è nascosto da un grande cappuccio che scende fino al naso. |
info:
Associazione Turistica Pro Loco
piazza sant'Antonio, Orotelli
329 4487298 - 347 9240316
Comune di Orotelli
corso Vittorio Emanuele, 74
0784 79820
Carrasegare de Otzana

Il carnevale di Ottana rimanda ad un mondo sardo arcaico e ai suoi valori agropastorali, perpetuando una tradizione mai interrotta e radicatasi nei suoi caratteri originari per il lungo isolamento in cui è vissuto il paese.
È una delle ricorrenze più attese dalla popolazione, che partecipa attivamente dimostrando un profondo senso di appartenenza alla propria cultura.
Le maschere descrivono, con interpretazioni spontanee in una sorta di canovaccio, personaggi, ruoli e situazioni della vita del contadino, quali l'aratura, la semina, il raccolto, e del pastore, come la cura, la domatura, la malattia, la morte degli animali.
L'elemento caratterizzante è rappresentato dalle maschere dei Merdùles e dei Boes, ma anche di altri animali, quali Porcos, Molentes, Crappolos.
Sos Merdùles
"Sos Merdùles", ossia gli uomini, i contadini, sono vestiti con mastruche (pelli bianche o nere) o con vecchi abiti della tradizione locale, hanno il viso coperto da maschere lignee, dai tratti spesso deformati, forse per raffigurare la fatica del lavoro e della vita nei campi.
![]() | Procedono lentamente, ricurvi, portando sulle spalle "sa taschedda", una sorta di zaino in pelle atto a contenere pane e companatico. Tengono con una mano le redini ("sas soccas") cui sono legati i Boes, uno o più di uno, e con l'altra mano si appoggiano ad una sorta di bastone che usano anche per tenere a bada i Boes. Parlano, si lamentano della loro sorte ed esortano spesso gli astanti a tenersi lontani dal pericolo: "appartadeboche po su voe" (allontanatevi perché stanno passando i buoi e può essere pericoloso). |
Sos Boes
"Sos Boes" indossano pelli di pecora o vecchi abiti della tradizione locale e portano in spalla, a mo' di bandoliera, una cintola, generalmente di cuoio, dalla quale pendono dei campanacci, "sonazas", di lamiera e di bronzo.
| Sono tenuti dalle redini del Merdùle, il viso coperto da "sas caratzas": maschere di legno intagliato con sembianze bovine, corna più o meno lunghe dove non è raro vedere infilate "sas gatzas" (una sorta di frittelle di semola impastata con l'acqua, fatta lievitare e fritta nell'olio bollente), due foglie che decorano gli zigomi e una stella sulla fronte (la stella rappresenta, in realtà, il marchio distintivo di un vecchio artigiano locale ormai scomparso). | ![]() |
![]() | Procedono saltando a ritmo cadenzato dal suono dei campanacci, ogni tanto si fermano per inscenare una ribellione, buttandosi per terra o agitandosi e creando scompiglio tra la gente. |
| Sos Porcos e Sos Molentes "Sos Porcos" e "sos Molentes", maschere di maiale e di asino, sono presenti nel carnevale, ma in minor numero. Il maiale, vestito di pelli o altro, il viso coperto da una maschera lignea, porta un solo campanaccio, come nella realtà della vita dei campi; chi lo conduce porta sempre con sé "sa panastra", una sorta di stuoia di giunco sopra la quale si coricano i maialini per succhiare il latte dalla scrofa. | ![]() |
"Su Cherbu" (il cervo) e "su Crappolu" (il capriolo) sono anch'esse maschere presenti nel carnevale, ma più rare.
Altre maschere tipiche e significative sono rappresentate da:
Sa Filonzana

"Sa Filonzana", un uomo travestito da orrida vecchia: piegata dall'età, vestita di nero e con il volto nascosto da una maschera lignea, oppure colorato con la fuliggine che contrasta col bianco di una dentiera ricavata da una patata.
Ha fra le mani il fuso, la conocchia e la lana, fila e predice un futuro più o meno prospero o infausto, a seconda della qualità del vino che le viene offerto. Oggi ha anche le forbici, alludendo alla Parca romana che recideva il filo della vita.
Sas Mascaras Serias
"Sas Mascaras Serias" (uomini e donne di tutte le età e condizioni) procedono saltellanti e con movenze di danza, vestite in modo eccentrico, con abiti vecchi, lenzuola, copriletti e persino tappeti da tavolo; rappresentano lo spirito goliardico che capovolge il senso dell'esistenza; oggi indossano costumi preparati per l'occasione.
Il carnevale, che con le sue maschere per tre giorni impazza per le vie del paese, dalla domenica di quinquagesima fino al martedì che precede il mercoledì delle Ceneri, inizia in realtà la sera del 16 gennaio, festa di Sant'Antonio Abate, quando, dopo la funzione religiosa che termina con la benedizione del falò ("su Ogulone") in piazza, le maschere fanno la loro prima uscita e si radunano intorno al fuoco.
È in questa occasione che il sacerdote consegna "s'Affuente", un piatto di rame lavorato a sbalzo con motivi decorativi e una scritta in caratteri alemanni (si presume di origine celtica), utilizzato anche durante i riti della Settimana Santa (per la lavanda dei piedi e per riporre i chiodi che vengono tolti al Cristo il Venerdì Santo durante la cerimonia de "s'Iscravamentu", deposizione dalla Croce).
Il piatto in questa occasione diventa uno strumento musicale che, percosso verticalmente con una grossa chiave, dà il ritmo al ballo tipico di Ottana, l'antico "Ballu de s'Affuente".
Altri strumenti musicali sono "s'òrriu", un cilindro di sughero con la parte superiore ricoperta da un pezzo di pelle di animale dal quale pende una correggia che, intrisa di pece e fatta scorrere all'interno con la mano, produce un suono roco e prolungato che spaventa le bestie e disarciona i cavalieri; "su pipiolu", uno zufolo realizzato con canna palustre.
info:
Comune di Ottana , via Libertà 66, Ottana
0784 75623 - 75830
www.comune.ottana.nu.it - www.carnevaleottana.it
Gruppo "Boes e Merdules - Associazione Culturale Folkloristica
via Emilio Lussu 16, Ottana
tel. 0784 75902 - 339 5277581
www.merdules.it
Associazione Culturale de Sos Merdules Bezzos
via Emilio Lussu 16, Ottana
tel. 0784 721026
www.merdulesbezzos.org
Il Carnevale di "Mehuris de Lessia"

Il carnevale a Ovodda si festeggia il Mercoledì delle Ceneri, "Mehuris de Lessia", e costituisce un momento di forte identificazione della comunità con le proprie tradizioni secolari.
Personaggio principale è Don Conte, fantoccio antropomorfo maschile, talvolta ermafrodito; indossa una larga tunica colorata da cui traspare una grossa pancia fatta di stracci che copre l'anima in ferro che lo sorregge. Il volto, che può cambiare di anno in anno, viene realizzato con scorze di sughero o cartapesta, baffi posticci ed altri elementi simili .
Presenta genitali accentuati che, assieme al pancione, gli conferiscono un aspetto ridicolo che alimenta la vena satirica. Viene portato in giro per il paese su un carretto trainato da un asino e addobbato con ortaggi, pelli d'animali e altri oggetti stravaganti.

Il corteo che accompagna "Don Conte" è formato da Sos Intintos, uomini dalla faccia imbrattata di fuliggine, generalmente vestiti con stracci, abiti vecchi, lenzuola o coperte, ma anche con lunghi pastrani di orbace nero o con gambali di cuoio e vestiti di velluto, abbigliamento tipico dei pastori barbaricini.
Alcuni fra questi, gliIntinghidores, hanno il compito di imbrattare con polvere di sughero bruciato, "zinziveddu", il viso di coloro che incontrano lungo il cammino; il gesto rappresenta il rituale d'ingresso alla festa, di cui si accetta il caos e l'anarchia.

Il suono di un campanaccio dà l'avvio ai festeggiamenti: una grottesca processione alla quale si accodano tutte le persone che vogliono partecipare.
Non esistendo percorsi obbligati, il carretto viene fatto vagare per tutta la giornata per le vie del paese; non esistono neanche regole, perciò la gente può seguire il percorso, disperdersi in gruppi, perdersi e rincontrarsi; ma sopartutto non c'è separazione tra chi fa spettacolo e chi lo guarda.

Intanto in piazza è allestito un ricco banchetto e s'improvvisa, intorno al fuoco e al suono della fisarmonica, "su ballu tundu"; alcuni giovani vanno a questuare di casa in casa (di solito dolci, frutta e pietanze varie); le maschere, in groppa ad asini o tenendo al guinzaglio animali di ogni tipo, gironzolano per il paese, mentre urla, canti ritmati, strumenti occasionali e campanacci creano una forte confusione, tipica di questa manifestazione.

L'arrivo del tramonto segna la fine di Don Conte che viene prima giustiziato, poi bruciato e infine gettato in una scarpata alla periferia del paese. Da quel momento la comunità si riunisce intorno al ricco banchetto in un momento di forte aggregazione sociale.
I festeggiamenti hanno fine a mezzanotte e con il ritorno alla vita normale si ristabilisce l'ordine.
info:
Associazione Turistica Pro Loco
via Sassari 1, Ovodda
0784 549170
"Karrasegare Samughesu"
I protagonisti del carnevale di Samugheo sono:
Su Mamutzone
maschera muta col volto annerito dal sughero bruciato che, sopra un abito di fustagno nero, indossa una casacca di pelli di capra senza maniche, con una cintura da cui pendono diverse file di sonagli ("campaneddas e trinitos").
![]() | Sul petto porta dei campanacci in ottone e in bronzo il cui numero anticamente corrispondeva al numero di pecore possedute. Il copricapo, detto "su casiddu" o "su moju", è un recipiente di sughero munito di corna caprine e rivestito all'esterno da pelli di capra. |
| S'Urtzu la vittima della rappresentazione, indossa un completo di pelle di caprone nero, pelli di capretto sul petto ed un unico pesante campanaccio come la capra che guida il gregge. Sotto la veste, fino a poco tempo fa, portava un'otre piena di sangue e acqua che, in seguito alle percosse di s'Omadore, si riversavano al suolo, rendendo simbolicamente fertile la terra. | ![]() |
il pastore, con un lungo pastrano nero e il viso coperto di fuliggine, tiene "sa soga" (la fune), un bastone, una zucca con il vino e il pungolo.
Su Traga Cortgius
personaggio che trasporta pelli bovine secche e rappresenta un presagio di morte, era solito passare nei vicoli all'imbrunire non solo durante il carnevale, ma anche in altri momenti dell'anno.
![]() | Il rito principale è una processione disordinata e coinvolgente in cui i Mamutzones imitano il combattimento delle capre in amore e saltellano facendo risuonare i campanacci, mentre s'Urtzu sceglie tra le ragazze che incontra sul proprio cammino quelle con cui simulare l'accoppiamento. S'Omadore cerca di guidare s'Urtzu picchiandolo e pungolandolo, questi ripetutamente cade a terra e muore. . |
Sarà il vino, elemento della terra, a rianimarlo e si rialzerà muggendo: s'Urtzu muore per rendere fertile la terra e rinasce dalla stessa, simboleggiando l'eterno ciclo della natura.
Secondo la tradizione, che prevedeva l'uscita al calar della sera, quando in paese risuonavano le campane, le maschere fanno la loro prima apparizione alle 19.00 del 16 gennaio, in occasione della festa di Sant'Antonio Abate.
Il carnevale vero e proprio comincia nel primo pomeriggio di giovedì grasso con la vestizione, momento vissuto intensamente dai partecipanti.
Le maschere escono la sera del giovedì, della domenica e del martedì di carnevale.
info:
Comune di Samugheo , piazza Stefano Sedda
0783 64023
www.comune.samugheo.or.it
Lula Carnevale
Sfilate di carri allegorici ed esibizioni di maschere locali rendono unico il carnevale lulese.
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| "Su battileddu" è la maschera tipica protagonista del carnevale lulese, ha un aspetto particolarmente impressionante e trae le sue origini dalle cerimonie sacre legate ai riti Dionisiaci. |
| Su Battileddu è vestito di pelli di pecora o montone, ha il volto sporco di fuliggine e di sangue e la testa coperta da un fazzoletto nero femminile; porta un copricapo con corna caprine, bovine o di cervo tra le quali è sistemato uno stomaco di capra ("sa 'entre ortata"). | ![]() |
![]() | Sul petto porta i "marrazzos" (campanacci), sulla pancia, seminascosto dai campanacci, porta "su chentu puzone", uno stomaco di bue pieno di sangue e acqua, che ogni tanto viene bucato per bagnare la terra e fertilizzare i campi. |
Riguardo all'origine della maschera, molte teorie la fanno risalire ai riti dionisiaci, con la rappresentazione della passione e dellla morte del dio, e più in generale ai riti agrari arcaici di fecondazione della terra con il sangue.
La maschera del "battileddu", abbandonata nella prima metà del Novecento, forse a causa della miseria e dei lutti provocati alla guerra, è stata riproposta nel 2001, in un clima teso alla valorizzazione delle antiche maschere sarde, e di spiccato interesse scientifico e antropologico verso la maschera di Lula.
info:
Duasor DuosCoros Onlus Società Cooperativa Sociale
via G. Matteotti 29, Lula
328 8134402
Gruppo Spontaneo Sos Cumpanzos de su Battileddu
via Matteotti 29, Lula
328 8134402
"Harrase'are" di Ollolai
Nella tradizione ollolaese le figure femminili di "Maria Vressada" (in quanto avvolta in un copriletto), "Maria Ishoppa" e "Sa Mamm'e e su Sole" rappresentano tre maschere spauracchio che spaventano i bambini capricciosi.
Varie sono le maschere tradizionali, "sos bumbones"; in particolare, Sos Truccos o Sos Turcos sono avvolti in un telo di pizzo bianco ("inghirialettu", utilizzato in passato per coprire i piedi del letto ove giaceva il defunto prima della sepoltura) e portano sulle spalle su mantella "rubia", uno scialle ricamato in rosso, viola e blu che per tradizione veniva usato per avvolgere il neonato durante il battesimo. Morte e nascita si uniscono ...
Il carnevale ollolaese ha inizio il giorno di Sant'Antonio, anche se i festeggiamenti veri e propri cominciano la domenica di carnevale proseguendo per tre giorni fino al mercoledì delle Ceneri.
info:
Comune di Ollolai, via Mazzini 2, Ollolai
tel. 0784 51052





















